Esiste un discorso, solo sfiorato nel mio primo contributo, che merita un dovuto approfondimento: l’asimmetria diplomatica del Governo tra la gestione del caso “Constellation” a Crans-Montana e il trattamento riservato agli eventi bellici subiti dall’Italia nella Striscia di Gaza.
Per Crans, abbiamo assistito alla massima reazione, ovvero il richiamo dell’Ambasciatore; un atto di rottura gravissimo che solitamente si riserva a minacce alla sicurezza nazionale. Nella specie, a Palazzo Chigi si è scelto di sfidare la sovranità giudiziaria di un Paese vicino nonché partner strategico, muovendosi — come già esplicato — al di fuori del perimetro del Diritto internazionale (rischiando peraltro di compromettere la posizione dei cittadini italiani Ivi residenti).
Di contro, lo scenario cambia radicalmente se si guarda verso il Medio Oriente. Nel 2023, a Gaza, la distruzione di presidi storici e simbolici della presenza italiana — quali il convento delle Missionarie della Carità e la scuola delle Suore del Rosario — non ha suscitato il minimo scatto d’orgoglio o di ira. Se verso Berna si è arrivati al richiamo dell’Ambasciatore per una divergenza sulla decisione di un giudice, nella Striscia, di fronte alla violazione di ogni codice etico e ingenti danneggiamenti ai luoghi di missione della Chiesa italiana, la reazione si è arrestata alla tiepida richiesta di chiarimenti.
Questa linea dei “due pesi e due misure” mina alla base l’autorevolezza dell’Italia. Da un lato si irroga la più severa sanzione diplomatica per un caso circoscritto; dall’altro si sceglie la cautela estrema davanti a ferite inferte direttamente al patrimonio umano, pubblico e istituzionale del nostro Paese.
E viene da chiedersi: una politica che agisce ruggendo con chi applica il Diritto interno e solo sussurrando con chi altri Diritti li calpesta, che politica può essere? Lascio la risposta aperta; ma con la premessa di ricordare che tale comportamento richiama il cliché di chi fa il forte con i “deboli” e il debole con i “forti”. Un’etichetta che l’Italia, per la sua Storia e il suo prestigio, non può permettersi di portare.